Battesimo Dei Morti Viventi

Era pratica antica diagnosticare la Lebbra inserendo profondamente un ago nella pelle del malato: se questi non provava dolore era conclamata la lebbra, una delle malattie più feroci e sfiguranti di tutti i tempi. Era quindi consuetudine accompagnare il poveretto al cimitero più vicino dove gli veniva recitato un cerimoniale apposito: tre palate di terra sul capo, tre formule latine, e una serie di norme comportamentali severe. Era dunque una sorta di “battesimo” con la terra che preludeva non alla vita, come con l’acqua, ma alla morte. Difatti da questo momento il lebbroso era una persona con “animo vivo in un corpo morente”. Sebbene tale cerimoniale sancisse l’inizio di un vero e proprio incubo per il malato, preludio ad un infausto epilogo della sua esistenza, questi non veniva scacciato dal borgo ma era accolto, accudito e curato. Aveva l’obbligo di girare in abito bianco accompagnandosi con un campanaccio che lo rendesse subito riconoscibile a tutti. Unica consolazione, l’acquisizione del diritto di chiedere le elemosine per le vie del borgo, nei mercati e nelle abbazie. Una pratica reale riproposta in ogni dettaglio scenografico e teatrale, che ripropone il dramma di un assistente medico contagiato dalla lebbra, uno dei più grandi flagelli dell’umanità.

Orari Spettacoli

07/08/2019 Ore: 22:30 – Via Borgo
07/08/2019 Ore: 23:30 – Via Borgo
11/08/2019 Ore: 22:30 – Via Borgo
11/08/2019 Ore: 23:30 – Via Borgo

Curiosità

Il nome dello spettacolo non è un ispirazione agli attuali film a sfondo apocalisse zombie. Era pratica molto utilizzata, una volta attestata la malattia della lebbra, accompagnare il malato in un posto aperto (sovente un cimitero) e buttargli sopra il capo una palata di terra. Questa procedura sanciva il battesimo del malcapitato come “morto vivente”, infatti si diceva che quest’ultimo era un animo vivo in un corpo morente.|Per attestarne la malattia si usava pungere con un ago il braccio del malato, se quest’ultimo non provava dolore con discreta probabilità poteva trattarsi di lebbra.

Le maschere

Le maschere indossate dai dottori sono in parte utilizzate per scopo medico in parte per scopo spiritico, e dette infatti dette apotropaiche. L’uso medico prevedeva l’immissione nelle stesse di erbe profumate che tenevano lontane il puzzo dei malati. Nella loro conformazione invece troviamo la notizia più particolare: erano infatti a forma di corvo e servivano per poter simbolicamente scacciare il male che si era attanagliato nel nel corpo del malato (apotropaico dal greco αποτρωπαω, apotropao = “allontanare”)|L’abito del medico era invece una lunga veste nera in parte trattata con cera. Guanti e copricapo completavano l’abbigliamento professionale che aveva come primo scopo quello di protezione. Il bastone era invece utilizzato per poter toccare il malato senza usare le mani.